Cantante

Cantante

Cantante. Colui che canta. O, meglio ancora, colui che usa la voce come strumento. Ma è davvero solo questo? Io credo di no, io credo che il cantante sia il mestiere più figo del mondo. Ma anche tra i più difficili.

 

E meno male che è difficile, perché se no ci sarebbero cantanti ovunque 😉 Già così siamo sommersi da persone che hanno una bellissima voce, una tecnica superlativa, un’opportunità che tanti altri sognano. Ma non sono cantanti.

 

Che cos’è “cantare”? Cosa vuol dire prendere in mano un microfono e far diventare le vibrazioni delle tue corde vocali degli impulsi elettrici? Cosa si prova a stare lì davanti ad un pubblico e vedere gli occhi illuminarsi o riempirsi di lacrime per la tua voce?

 

A me è successo a Malta, sono andato a cantare in un locale karaoke con gli amici, giusto per festeggiare la Juve che aveva vinto contro il Borussia Dortmund in Champions League. Ho cantato tutta la sera e mi sono divertito e a fine serata, quando il locale stava per chiudere, la proprietaria si è avvicinata a me e mi ha chiesto se, per favore, potevo ricantare una canzone che quella sera avevo già cantato. Perché l’avevo emozionata, perché le avevo fatto tornare in mente sua figlia lontana e quando l’ho fatto lei ha pianto. Non avrei mai pensato che un piccolo locale karaoke in una minuscola isola nel Mediterraneo potesse riservarmi emozioni così forti.

 

“Cantare” è anche questo, è scoprirsi e mettersi a nudo davanti a qualcuno che probabilmente non hai neanche mai visto. È prendersi la responsabilità di un’emozione o di un malessere, perché c’è anche questo aspetto. Può capitare che una sera tu non stia bene, magari hai l’influenza e la febbre e magari la tua fidanzata ti ha lasciato quel pomeriggio. Peccato che quella sera c’è un concerto e devi cantare. L’adrenalina aiuta, di solito. Ma non è miracolosa e se, come me, non solo rifiuti ma ti fa schifo qualunque tipo di sostanza stupefacente quella sera sei solo con te stesso e le tue emozioni davanti ad un pubblico, piccolo o grande poco importa, che aspetta solo di sentire la tua voce. E può capitare che la tua voce risulti un po’ incrinata, imprecisa. D’altronde sei umano anche tu. Ma alla gente che è lì per sentirti non importa nulla di quello che ti è capitato e ha pure ragione: the show must go on.

 

E fare il cantante vuole anche dire saper prendere lo zaino e lasciarlo giù dal palco.

 

 

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