Storie

Storie

C’era una volta…Beh, certo. C’è sempre qualcosa che una volta c’era e adesso non c’è più. Non ci sono più le mezze stagioni, non c’è più rispetto (neanche tra di noi, [cit.]). Ma le “storie”. Le storie quelle belle, quelle raccontate dal cuore, quelle emozionanti. Quelle ci saranno per sempre.

Una volta si chiamavano bardi, poi cantastorie. Adesso si chiamano scrittori, poeti, musicisti. Il mondo ha sempre avuto bisogno di qualcuno che raccontasse quello che succedeva. E non serve semplicemente esporre i fatti, perché a fare quello sono bravi tutti e soprattutto è noioso. Devono essere trasformati in storie, in aneddoti, in favole. Perché il mondo vuole sognare e vuole rimanere sospeso tra un finale glorioso e uno tragico, e tornare a respirare quando il pericolo è scampato.

Mi è sempre piaciuto leggere e ogni volta che incontravo un personaggio nuovo cercavo di immaginarmi come sarebbe stata la sua vita al giorno d’oggi o anche solo in un contesto diverso. E quindi ho cominciato a sognare ad occhi aperti, inventando situazioni, nomi, rime e tutto quello che poteva essere creato dalla mia fantasia.

Quando mi è stato proposto di fare il creatore di contenuti di siti e blog mi è sembrato come se stessi rubando dei soldi. Perché per me è normale inventare storie, scrivere, creare. Quando poi mi è stato chiesto di essere un ghost-writer (per chi non lo sapesse, il ghost-writer è quello che scrive “di nascosto”, poi il libro/contenuti online/ecc. vengono pubblicati sotto un altro nome) mi è sembrata davvero una pazzia!

Perché scrivere è evadere, è libertà, è follia, è genuinità, è gioia, ma è anche tristezza. È tutto e il contrario di tutto. Ci sono quei giorni in cui ti siedi davanti al computer e vuoi finire il tuo racconto e non riesci ad andare oltre al punto dove ti eri fermato il giorno prima. E poi ci sono quei giorni che apri gli occhi al mattino e mentre la tua compagna ti parla tu sei già in quell’altro mondo, in quell’altra situazione, in quella storia che deve arrivare ad una conclusione.

Le storie non smetteranno mai di esistere. Non smetteranno mai di emozionare. Non smetteranno mai di morire e di rinascere.

Forse smetteranno di vendere.

Ma questa è un’altra storia.

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